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I metalli pesanti : cosa sono e perché preoccupano

I metalli pesanti : cosa sono e perché preoccupano

Noi di Tritania facciamo spesso riferimento ai rischi per la salute causati dal bioaccumulo di metalli pesanti.

Ma cosa sono i metalli pesanti? Perché sono dannosi per la salute?

L’espressione ‘metalli pesanti’ si riferisce a quei metalli che hanno numero atomico superiore a quello del ferro. Essi sono componenti naturali della crosta terrestre. Fenomeni naturali come le eruzioni vulcaniche, gli incendi boschivi e le maree contribuiscono alla ciclizzazione naturale di questi metalli. Tuttavia, lo sviluppo tecnologico e lo sfruttamento delle risorse ambientali ne hanno progressivamente aumentato le emissioni, determinando un incremento della loro presenza nell’ambiente.

I metalli pesanti non sono biodegradabili e dunque permangono nell’ambiente per un tempo molto lungo; quelli maggiormente responsabili di danni ambientali ed effetti tossici sugli esseri viventi sono: cadmio, cromo, piombo, nichel.

La diffusione crescente nell’ambiente ha determinato l’aumento della percentuale di questi inquinanti che entra in contatto diretto o indiretto con il nostro corpo. I metalli pesanti infatti possono entrare nella catena alimentare mediante l’assunzione di alimenti o acqua che ne contengono elevate concentrazioni. Il bestiame, ad esempio, può accumulare questi elementi nel proprio organismo se pascola in terreni contaminati o assume mangimi che ne contengono elevate quantità. 

L’esposizione ripetuta nel tempo a questi inquinanti, sommata alla lentezza dell’eliminazione da parte dell’organismo stesso, è causa del fenomeno del bioaccumulo, cioè l’aumento della concentrazione nell’organismo ben oltre la soglia della tollerabilità.

Per ‘fattore di bio-concentrazione’ (BCF) si intende l’indice che misura la possibilità che ha un organismo vivente di assimilare una sostanza presente nell’ ambiente. Può essere espresso come il rapporto tra la concentrazione di quell’inquinante nell’organismo e la sua concentrazione nell’ambiente. Alcune sostanze inquinanti sono assimilate dagli organismi in misura maggiore di altre: se un metallo ha un elevato fattore di bio-concentrazione per l’uomo significa che è assimilato velocemente e rilasciato lentamente, sarà quindi potenzialmente più pericoloso per la nostra salute.

Una volta entrati in un organismo vivente, i metalli pesanti possono legarsi alle strutture cellulari danneggiando lo svolgimento di essenziali funzioni biologiche.

L’accumulo di metalli pesanti nell’organismo umano è ritenuto responsabile di molteplici effetti dannosi sulla nostra salute: problemi ai reni e alle ossa, disordini neurocomportamentali e dello sviluppo, innalzamento della pressione sanguigna e, potenzialmente, anche cancro al polmone.

Poiché è difficile se non impossibile poter controllare l’assunzione dei metalli pesanti presenti nell’acqua che beviamo o nell’ambiente in cui viviamo, al fine di preservare la nostra salute, sarebbe buona norma cercare di ridurre l’esposizione a quelle fonti che sono sotto il nostro controllo, evitando laddove sia possibile l’uso di strumenti che li contengono, soprattutto quando essi sono utilizzati per il contatto con gli alimenti.

https://www.salute.gov.it/imgs/C_17_pubblicazioni_2060_allegato.pdf

https://www.mite.gov.it/sites/default/files/archivio/allegati/reach/progetto_PFAS_sintesi.pdf

https://www.aulss8.veneto.it/nodo.php/3440